Piazzetta Del Faro: quando il buon senso arriva dopo il cantiere
La vicenda della piazzetta del Faro solleva una questione che va oltre la singola permuta: il metodo con cui il Comune ha gestito la riqualificazione di viale Ceccarini. Un’operazione condotta senza confronto preventivo, che ha lasciato i privati in una posizione di forza.
Leggendo i quotidiani in questi giorni non ho potuto fare a meno di seguire la querelle relativa alla piazzetta Del Faro, in viale Ceccarini, permutata dal proprietario in cambio della palestra di via Martinelli.
Punto primo, non ho critiche da fare al Privato (e sottolineo "Privato") che l'ha ceduta. Se ha fatto un buon affare, e non conosco i dettagli nonostante lo conosca personalmente, buon per lui.
Ma un affare dovrebbe essere tale per entrambe le parti: se è buono solo per una delle due, bisogna chiedersi perché una sia stata spinta a concluderlo.
Vero è che il Comune non aveva interesse ad acquisire la piazzetta avendo già il diritto di servitù, però aveva bisogno di ristrutturarla insieme al resto del Viale.
Col privato prima o poi bisognava parlarci per forza.
Il problema, e qui parlo da Cittadino del Comune che ha concluso un affare non brillante, è la posizione di scarsa forza con cui è arrivato a condurre una trattativa.
Il punto è tutto qui.
So queste cose perché un piccolo frustolo di quella piazzetta è anche di proprietà della mia Azienda.
Essendo una delle parti in causa so per certo che non ci sono stati contatti con le proprietà prima della presentazione in pompa magna del progetto del nuovo viale.
Visto che l'area è piena di piccole parti di proprietà privata, forse sarebbe stato il caso di convocare i Proprietari prima di approvare il progetto e non dopo.
Sarebbe stato buon senso, ma dubito che sia stato fatto visto che io sono stato convocato solo 15 mesi dopo, a settembre 2025.
Quindi il Comune è arrivato, a cantiere già aperto, senza accordi su diverse parti che sarebbero state oggetto di riqualificazione, ma d'altra parte questa è stata la cifra dell'intervento nella sua interezza: zero condivisione, zero consultazioni, solo comunicazioni unilaterali.
Il fatto stesso che alla presentazione ci sia stato sottoposto un progetto già definitivo la dice lunga sulla voglia di ascoltarci.
L'interesse politico è ovvio, riqualificare il Viale, con coperture da trovarsi in corso d'opera con l'unico grande obiettivo di tagliare il nastro in campagna elettorale.
Tagliarlo dopo sarebbe un boomerang.
E qui non credo di allontanarmi molto dalla verità.
Se in questa corsa contro il tempo c'è un privato di mezzo, il coltello dalla parte del manico ce l'ha lui.
Scrivo queste cose mentre pago un bollettino di diverse migliaia di euro per riqualificare a spese mie la mia proprietà privata perchè è ad uso pubblico, poi fra un po' pagherò anche l'IMU perchè è privata.
Funziona così: e forse è questo il motivo per cui la Giunta è arrivata in ritardo nel dialogo con i proprietari.
Perchè hanno sempre una mezza idea che sia tutta roba loro.