Piazzetta del Faro: un esempio di trattativa fatta al contrario

Sulla piazzetta del Faro ho chiarito che il problema non è il privato, ma il ritardo del Comune nel dialogo con i proprietari. Un progetto presentato a cantiere avviato e senza confronto ha indebolito la trattativa e scaricato costi sui privati.

Piazzetta del Faro: un esempio di trattativa fatta al contrario

Nei giorni scorsi diversi quotidiani hanno ripreso le mie dichiarazioni sulla vicenda della piazzetta del Faro, in viale Ceccarini, con riferimento sia alla permuta dell’area sia alle modalità con cui il Comune ha gestito la riqualificazione del Viale.
In entrambe le occasioni ho voluto chiarire che il nodo della questione non è il comportamento dei privati, ma il metodo seguito dall’Amministrazione comunale.

In particolare ho evidenziato due aspetti distinti.

  • Sulla permuta della piazzetta del Faro
    Ho ribadito di non avere alcuna critica nei confronti del privato coinvolto, che ha legittimamente tutelato i propri interessi. Il problema sta invece nel ritardo con cui il Comune ha avviato il confronto con i proprietari, arrivando alla trattativa in una posizione di evidente debolezza, con un progetto già approvato e un cantiere aperto.
  • Sulla gestione complessiva della riqualificazione
    Ho sottolineato come l’intervento su viale Ceccarini sia stato caratterizzato da assenza di condivisione e consultazioni preventive. I proprietari sono stati coinvolti solo a posteriori, chiamati a sostenere costi per aree private ad uso pubblico, senza aver potuto incidere sulle scelte progettuali.

Una vicenda che dimostra come la fretta politica e la mancanza di dialogo possano trasformare un intervento strategico in una trattativa sbilanciata.